Le autorità intensificano le misure di sicurezza dopo un grave atto vandalico contro un centro vaccinale in una delle province più colpite dalla pandemia
Il 3 aprile 2021, Brescia è stata teatro di un atto vandalico grave quando due bottiglie molotov sono state lanciate contro il centro vaccinale di via Morelli. L’attacco, avvenuto di notte, ha causato esplosioni che hanno danneggiato l’ingresso della struttura, ma fortunatamente non ha provocato feriti. I danni materiali sono stati contenuti e il centro ha potuto continuare a operare il giorno successivo, vaccinando mille anziani over 80 come programmato.
Le autorità locali hanno reagito prontamente, con il PM Carlo Milanesi dell’antiterrorismo che ha avviato un’indagine. Le immagini delle telecamere di sorveglianza mostrano un uomo in fuga, e le indagini si concentrano su gruppi No Vax e anarchici, noti per le loro posizioni estremiste contro le misure sanitarie.
Mariastella Gelmini, Ministro per gli Affari Regionali, ha definito l’attacco un atto vigliacco contro la salute pubblica e ha annunciato l’intensificazione della sorveglianza dei centri vaccinali attraverso l’operazione “Strade Sicure”, che prevede l’impiego dell’esercito. Anche il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, e il sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, hanno espresso ferma condanna per l’episodio, sottolineando l’importanza della sicurezza e della continuità della campagna vaccinale.
Brescia, una delle province più colpite dalla pandemia, vede in questo attacco un colpo agli sforzi comunitari per combattere il COVID-19. Il centro vaccinale di via Morelli, realizzato grazie alla raccolta fondi “AiutiAmo Brescia”, è fondamentale per la campagna vaccinale. La risposta decisa delle autorità evidenzia l’importanza di proteggere queste strutture vitali.
L’attacco ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza dei centri vaccinali in tutta Italia, portando alla decisione di aumentare la presenza dell’esercito per proteggerli. Questo riflette la gravità della situazione e la necessità di prevenire ulteriori atti di violenza. La collaborazione tra forze dell’ordine, istituzioni sanitarie e comunità locali sarà cruciale per garantire la sicurezza della campagna vaccinale.
In conclusione, l’attacco al centro vaccinale di Brescia rappresenta una sfida significativa, ma la reazione pronta e coordinata delle autorità e della comunità dimostra che, nonostante gli ostacoli, l’Italia rimane unita e determinata a superare la pandemia. La resilienza e il coraggio degli operatori sanitari e dei cittadini di Brescia sono un esempio di speranza e forza in tempi difficili.
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