Aggressione al Giornalista Saverio Tommasi: Un’Escalation di Violenza nelle Manifestazioni Contro il Green Pass

Saverio Tommasi di Fanpage aggredito fisicamente e verbalmente mentre documentava le manifestazioni contro il green pass a Firenze. Un caso che evidenzia l’escalation di ostilità verso i media e la necessità di proteggere la libertà di stampa.

Nella giornata del 25 luglio 2021, il giornalista di Fanpage, Saverio Tommasi, è stato nuovamente vittima di aggressioni mentre documentava le manifestazioni contro il green pass e i vaccini a Firenze. Gli eventi si sono svolti in due location: Fortezza da Basso e Piazza della Signoria, entrambe caratterizzate da atti di violenza e intimidazione. Tommasi ha condiviso l’accaduto su Facebook, descrivendo episodi di violenza fisica e verbale protrattisi per ore. Gli aggressori, secondo Tommasi, non erano solo individui isolati, ma gruppi organizzati e animati da una forte avversione verso il giornalismo.

La giornata si è rivelata particolarmente difficile per il giornalista, che ha subito colpi, lanci d’acqua, danni alla sua attrezzatura e numerose offese. In alcuni casi, persino i bambini sono stati coinvolti nelle aggressioni, incitati dai genitori presenti. La polizia è intervenuta in almeno tre occasioni per sedare la situazione e proteggere Tommasi. Nonostante le difficoltà, il giornalista ha espresso gratitudine verso Fanpage per il supporto ricevuto e ha sottolineato l’importanza di continuare a raccontare la realtà senza paura.

Tommasi ha riflettuto sulla natura della violenza subita, imputandola a una combinazione di paura e disinformazione. Ha descritto un ambiente ostile, dove la forza del gruppo e la violenza verbale sono state usate per cercare di impedirgli di svolgere il suo lavoro. Nonostante tutto, il giornalista ha mantenuto la sua determinazione a documentare e raccontare gli eventi, rifiutando di essere intimidito dalle aggressioni subite.

Il caso di Saverio Tommasi mette in luce le crescenti difficoltà e i rischi che i giornalisti affrontano nel documentare le proteste contro il green pass e i vaccini. La sua esperienza sottolinea l’importanza della libertà di stampa e della necessità di proteggere i giornalisti da atti di violenza e intimidazione, affinché possano continuare a svolgere il loro ruolo fondamentale di informare il pubblico.

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