Aggressione al Giornalista di Repubblica: Identificato l’Aggressore No-Pass
Roma, 30 agosto 2021 – Durante una manifestazione contro il Green Pass davanti al Ministero dell’Istruzione, il giornalista di Repubblica Francesco Giovannetti è stato aggredito violentemente da un manifestante. L’aggressore, un collaboratore scolastico di 57 anni, è stato identificato e denunciato dalla polizia per minacce aggravate e lesioni.
Dinamica dell’Aggressione
Il giornalista stava raccogliendo interviste tra i manifestanti quando è stato avvicinato dall’uomo, che lo ha minacciato e poi colpito con diversi pugni al volto. Giovannetti ha riportato ferite al viso ed è stato trasportato all’ospedale Fatebenefratelli, dove ha ricevuto una prognosi di 15 giorni. La polizia, intervenuta prontamente, ha fermato l’aggressore sul posto e successivamente gli ha ritirato in via cautelare le armi di cui era in possesso, sospendendo la sua licenza di porto d’armi.
Reazioni e Condanne
L’episodio ha scatenato un’ondata di indignazione. Il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha condannato fermamente l’atto, definendolo “ingiustificabile” e contrario ai valori di dialogo e tolleranza che la scuola deve rappresentare. Anche il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha espresso solidarietà a Giovannetti, sottolineando la necessità di fermare questi episodi di violenza. David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo, ha esteso la sua solidarietà non solo a Giovannetti ma anche ad altri giornalisti e scienziati aggrediti di recente..
Contesto e Implicazioni
La manifestazione durante la quale è avvenuta l’aggressione era stata organizzata da insegnanti e personale ATA per protestare contro l’obbligo del Green Pass nelle scuole. Il sit-in si è svolto in un clima di tensione crescente, con altre aggressioni riportate nei giorni precedenti, come quella alla giornalista di RaiNews24, Antonella Alba.
Il Ministero dell’Interno ha annunciato che prenderà misure per garantire la sicurezza durante le manifestazioni e per prevenire ulteriori atti di violenza. L’episodio solleva preoccupazioni sulla radicalizzazione di alcune frange dei movimenti no-pass e sulla sicurezza degli operatori dell’informazione.
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