Aggressione a Milano: Dottoressa Picchiata in Metropolitana per il Green Pass

Una dottoressa di 34 anni è stata aggredita sabato sera nella metropolitana di Roma, fermata San Paolo, a causa di una discussione sul Green Pass. La professionista sanitaria è stata colpita con una testata da una manifestante no Green Pass, riportando una microfrattura al naso e una prognosi di venti giorni.

La dottoressa, riconoscibile dalla divisa, stava viaggiando su un vagone della metropolitana insieme a un gruppo di sei manifestanti di ritorno da un sit-in al Circo Massimo. La discussione è iniziata a bordo del treno quando il gruppo ha iniziato a parlare di vaccini e Green Pass. Il diverbio si è acceso quando la dottoressa è intervenuta esprimendo il suo punto di vista medico. Arrivati alla fermata San Paolo, la situazione è degenerata: una donna del gruppo ha colpito la dottoressa con una testata prima di dileguarsi insieme agli altri manifestanti.

L’episodio ha suscitato immediate reazioni di condanna da parte delle autorità locali e nazionali. Il presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, Antonio Magi, ha descritto l’aggressione come “un fatto gravissimo” e ha chiesto che vengano applicate le aggravanti previste dalla legge per la sicurezza degli operatori sanitari. Anche il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha espresso la sua solidarietà alla dottoressa e ha sottolineato la necessità di proteggere chi è in prima linea nella lotta contro la pandemia.

La polizia ha acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella stazione e sta lavorando per identificare i responsabili. La dottoressa, che ha espresso preoccupazione per la sua sicurezza, ha dichiarato di voler denunciare l’accaduto, sperando che i colpevoli vengano puniti.

Questo episodio evidenzia la crescente tensione sociale riguardo al Green Pass, uno strumento introdotto per garantire la sicurezza sanitaria ma percepito da una minoranza come una violazione delle libertà personali. È essenziale che le istituzioni promuovano un dialogo costruttivo e rispettoso per ridurre tali conflitti e garantire la sicurezza di tutti i cittadini, in particolare degli operatori sanitari.

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