In una significativa azione di contrasto all’estremismo, la Polizia di Stato ha condotto un’importante operazione, denominata “Basta Dittatura”, rivolta contro un gruppo di attivisti No Vax e No Green Pass, attivi su un noto canale Telegram. L’operazione ha coinvolto 17 persone in varie città italiane, accusate di istigazione a delinquere e incitamento all’odio e alla violenza nei confronti delle istituzioni, delle forze dell’ordine e di figure pubbliche.
Il canale Telegram “Basta Dittatura”, attorno al quale ruotavano le attività degli indagati, è stato uno dei principali veicoli di propaganda estremista durante le proteste contro le misure sanitarie adottate durante la pandemia. I membri del canale, attraverso messaggi e post, incitavano alla disobbedienza civile e all’uso della violenza, alimentando un clima di tensione sociale e mettendo a rischio la sicurezza pubblica.
L’operazione, che ha visto la collaborazione della Digos e della Polizia Postale, rappresenta un passo decisivo nel reprimere le forme di estremismo che si sono sviluppate nel contesto della pandemia. Le perquisizioni hanno permesso di sequestrare materiale informatico e documentazione ritenuti fondamentali per le indagini in corso.
Questo intervento sottolinea l’importanza del monitoraggio delle attività online come strumento essenziale per prevenire e contrastare la diffusione di ideologie violente e per garantire la sicurezza e la stabilità sociale. Le autorità continueranno a vigilare con attenzione per impedire che tali gruppi estremisti possano destabilizzare ulteriormente il tessuto sociale e mettere in pericolo la comunità.
La determinazione della Polizia di Stato nel contrastare l’odio e la violenza attraverso i canali telematici riflette l’impegno a tutelare l’ordine pubblico e a mantenere un equilibrio tra la libertà di espressione e la necessità di sicurezza nazionale. Questa operazione rappresenta un esempio concreto di come le forze dell’ordine possano agire in modo efficace contro le minacce emergenti nella società contemporanea.
Per ulteriori dettagli, si rimanda all’articolo ufficiale della Polizia di Stato, disponibile qui.