Il 2 dicembre 2021, il Presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, è stato bersaglio di minacce da parte di gruppi No Vax. Le minacce sono state condivise su un canale Telegram chiamato “Basta Dittatura – Proteste”, dove sono stati pubblicati il numero di telefono e l’indirizzo di casa di Bonaccini, con l’invito a “prenderlo”. Queste intimidazioni sono arrivate dopo che Bonaccini aveva espresso la necessità di discutere l’obbligo vaccinale a livello europeo, sostenendo che una tale decisione dovrebbe essere affrontata con un approccio unificato tra i governi europei.
Le reazioni di solidarietà nei confronti di Bonaccini sono state immediate e trasversali. Il Presidente ha risposto affermando che le minacce non lo fermeranno dal continuare il suo lavoro per proteggere la salute pubblica e garantire la sicurezza dei cittadini. Ha anche sottolineato l’importanza del Green Pass come strumento per incentivare la vaccinazione e proteggere le attività economiche più colpite dalla pandemia.
Bonaccini ha inoltre evidenziato le sfide che le Regioni devono affrontare in questo momento critico, tra cui la necessità di maggiori risorse per gestire l’emergenza sanitaria, aumentare il personale medico e infermieristico, e affrontare l’impatto economico dei rincari energetici. Ha anche posto l’accento sulla questione del numero chiuso in medicina, suggerendo la necessità di ripensare questo sistema per garantire un numero sufficiente di medici in futuro.
La vicenda di Bonaccini riflette la crescente tensione sociale attorno alla gestione della pandemia e la radicalizzazione di una parte della popolazione che si oppone alle misure sanitarie. Mentre il dibattito sull’obbligo vaccinale si intensifica, episodi come questo sottolineano l’importanza di un confronto democratico e rispettoso delle istituzioni.
Fonte: Il resto del Carlino