Nuova aggressione al Policlinico di Foggia: infermieri sotto attacco

Nella notte del 9 settembre 2024, si è verificato un nuovo e preoccupante episodio di violenza al Policlinico di Foggia, dove tre infermieri sono stati aggrediti da un paziente. L’uomo, giunto al pronto soccorso in preda a un forte stato d’ansia, ha reagito con estrema violenza, scatenando la sua ira contro il personale sanitario, colpendoli con calci e pugni. L’intervento delle forze dell’ordine ha permesso di fermare l’aggressore, che è stato prontamente denunciato dai carabinieri.

Questo drammatico episodio non è un caso isolato. Soltanto pochi giorni prima, lo stesso ospedale era stato teatro di un’altra aggressione quando i familiari di una giovane paziente, deceduta durante un intervento chirurgico, avevano attaccato medici e operatori del reparto di chirurgia toracica. Questi attacchi violenti riflettono una crescente tensione e frustrazione all’interno delle strutture sanitarie italiane, dove il personale medico, già sovraccaricato e sottoposto a condizioni lavorative difficili, si trova spesso esposto a pericoli e violenze.

Secondo le recenti statistiche, le aggressioni fisiche e verbali ai danni del personale sanitario sono in aumento in tutto il Paese. I pronto soccorso, in particolare, si rivelano il luogo più esposto a questi episodi, spesso a causa della pressione estrema e del sovraffollamento. Le difficoltà logistiche, le lunghe attese e una gestione delle emergenze resa complicata dalla carenza di risorse e personale contribuiscono a creare un ambiente di stress che, in alcuni casi, degenera in violenza.

I rappresentanti sindacali e le associazioni di categoria hanno espresso il loro sdegno e preoccupazione, chiedendo misure immediate per garantire la sicurezza del personale sanitario. Tra le proposte, oltre a un aumento delle misure di sicurezza, si parla della necessità di campagne di sensibilizzazione per il pubblico, affinché si comprenda l’importanza del lavoro svolto dai medici e dagli infermieri, e la gravità delle conseguenze legali per chi si rende protagonista di atti di violenza.

Questo grave fenomeno mette in luce una crisi profonda all’interno del sistema sanitario nazionale, già duramente provato dalla pandemia e dalle crescenti carenze strutturali. Tuttavia, è evidente che nessun professionista della salute dovrebbe temere per la propria incolumità mentre svolge il proprio dovere di assistenza verso chi ne ha bisogno.

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