Blitz No Vax contro Andrea Crisanti: Anatomia dell’Ignoranza Armata

Quando la stupidità si fa minaccia

Nella notte tra il 14 e il 15 maggio 2025, la villa del senatore e microbiologo Andrea Crisanti è stata imbrattata da scritte vandaliche di matrice No Vax, nel comune di Val Liona, nel vicentino. Parole come “criminale” e “agli inoculati gli effetti avversi” sono comparse sui muri e sui bordi della piscina della sua abitazione, accompagnate dal lancio di uova piene di vernice.

Ciò che si presenta come un semplice atto vandalico è, in realtà, l’epifenomeno di un collasso epistemico più ampio: la regressione deliberata dell’intelligenza collettiva sotto il peso della paranoia, della superstizione travestita da opinione, e della violenza travestita da pensiero critico.


❖ I No Vax: una mutazione dell’ignoranza

Il movimento No Vax non è una posizione scientifica, né una “opinione” nel senso classico del termine. È una patologia sociale: un’ideologia che si fonda su un rovesciamento sistematico del metodo scientifico, una ribellione cieca non contro l’autorità – cosa legittima in uno Stato libero – ma contro la realtà verificabile. Il problema non è la sfiducia. Il problema è l’incapacità strutturale di elaborare dati, distinguere tra causalità e coincidenza, comprendere cosa sia un rischio statistico, un bias cognitivo, un trial clinico.

Crisanti non è stato colpito in quanto uomo. È stato colpito in quanto simbolo di una razionalità che non piega la testa di fronte al dogma paranoico. È stato colpito perché rappresenta ciò che i No Vax non possono accettare: che la scienza non è una narrazione, ma un processo regolato dalla falsificabilità, dalla replicabilità e dall’onestà intellettuale.


❖ Il disprezzo per la realtà come scelta attiva

Il No Vax non è soltanto confuso: è spesso colpevolmente informato male, ma nonostante questo, ostinatamente fedele al proprio errore. Ha accesso a internet, può leggere, può consultare database medici, studi peer-reviewed, può accedere ai dati di farmacovigilanza, ma non lo fa. Preferisce blog di ciarlatani, video su TikTok, documentari autoprodotti da fanatici del complotto.

L’ignoranza, in questi casi, non è più una mancanza: è una scelta ideologica.


❖ La violenza simbolica e fisica come logica conseguenza

Quando una cultura glorifica l’analfabetismo funzionale, la diffidenza paranoica e il culto dell’intuizione soggettiva come “verità interiore”, l’unica via residua è la violenza. Scrivere “criminale” sulla casa di un senatore significa annullare qualunque residuo di confronto civile. È un atto intimidatorio, non diverso da quello di un mafioso che lascia una testa di animale sulla soglia: mira a generare paura, non a stimolare un dialogo.

Questo non è dissenso. È terrorismo epistemico.


❖ Solidarietà alla scienza, non come dogma ma come metodo

Andrea Crisanti rappresenta il coraggio di chi ha scelto di agire con metodo nel cuore di una crisi globale. È stato criticato, è stato messo in discussione, ma sempre all’interno di un sistema in cui i dati erano sul tavolo. Ha partecipato, ha risposto, ha modificato le sue posizioni quando necessario: questo è il metodo scientifico.

Chi lo attacca non ha metodo. Ha solo rabbia, spesso alimentata da una cultura dell’autoassoluzione: la colpa è sempre del sistema, mai delle proprie scelte irresponsabili. La colpa è del virologo, mai di chi ha preferito curarsi con l’omeopatia durante una pandemia.


❖ Conclusione: l’intelligenza come atto etico

In un’epoca in cui il web ha reso la stupidità virale, è necessario ribadire un principio: la razionalità non è arroganza, è umiltà verso la realtà. Essere intelligenti oggi non significa sapere tutto, ma saper rinunciare a un’opinione quando essa viene falsificata dai dati.

Il gesto contro Andrea Crisanti è il sintomo di una malattia più profonda: la rinuncia collettiva alla complessità, la nostalgia per un mondo in cui tutto era chiaro, semplice, duale: buoni e cattivi, vaccini e veleni. Ma la realtà è un’altra cosa. E chi la difende, anche solo con un grafico, oggi rischia di trovarsi la casa imbrattata.

Non possiamo permettere che questo diventi normale.


La scienza non è infallibile, ma è correggibile. L’ignoranza invece, quando si fa violenta, è solo marcia. E va isolata, combattuta, denunciata. Perché chi disprezza la ragione, non può essere lasciato libero di governare il caos.


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